martedì 22 novembre 2011

Confindustria Teramo: Salvatore Di Paolo si racconta


TERAMO - “È nella ricerca, nel fare rete e nella cooperazione il futuro dell’industria”. A dirlo a Il Corriere d'Abruzzo.it è il Presidente di Confindustria Teramo oltre che direttore generale della nota azienda dolciaria Gelco, Salvatore Di Paolo. Sereno, disponibile e elegante nei modi, Di Paolo ha parlato - nella sede teramana del nostro quotidiano online - della sua attività imprenditoriale, della sua esperienza in Confindustria e del suo privato.

Sessantuno anni da compiere a febbraio confessa di aver passato la sua vita in questo settore, al quale però si è avvicinato quasi per caso. “Nei primi anni ’80 – racconta Di Paolo - lavoravo in un pastificio e fui chiamato da un industriale di Castelnuovo che aveva rilevato un’impresa fallita e aveva tanta ambizione. Nasceva così la Gelco e io ne facevo parte. Erano solo sette i dipendenti nei primi mesi, divennero 15 e oggi sono 300”. Un’azienda che non conosce crisi.

“Il segreto delle aziende che vanno bene è quello di investire in ricerca. Il settore agroalimentare resiste per questo. Alla Gelco accogliamo gli stagisti, diamo loro l’opportunità di capire come si lavora. Crediamo molto nella sinergia con le scuole e le Università”. Tra i punti forza delle aziende che funzionano anche il collaborare tra loro con progetti innovativi, nella loro ideazione. E' nato con questo scopo il Polo Innovazione Agire. “Si tratta di un polo a cui hanno aderito 83 aziende, ma che è in forte crescita e che consente agli aderenti di fare rete, puntando in particolare al trasferimento di tecnologie e alla diffusione delle informazioni tra le imprese che vi fanno parte. Dalla sua creazione, circa un mese fa, il Polo Agire ha già presentato ben tre progetti. La cosa positiva è che a questi progetti le aziende lavorano insieme, mettendo in comune le rispettive conoscenze e punti di forza cercando di trovare delle idee originali e innovative. Far parte di un Polo è sicuramente un vantaggio rispetto all'azienda che opera singolarmente”.

Sulla situazione dell’economia abruzzese Di Paolo è fiducioso. “Di errori se ne sono fatti tanti - spiega – innanzitutto la regione è uscita dall’obiettivo 1 in un momento in cui forse non era ancora pronta. Inoltre in Abruzzo non sono nati dei marchi con la conseguenza di restare solo terzisti, il che è un elemento grande debolezza. Altra spina nel fianco per la nostra economia è la concorrenza delle aziende cinesi e dei paesi in via di sviluppo. L'unica soluzione è quella di puntare sulla qualità, su prodotti unici e difficilmente imitabili. Garantire prodotti Made in Italy è una strada per il successo”.

Di Paolo crede nei giovani. “Le idee vengono da chi ha le energie e le motivazioni giuste – dice – tra un anno e un mese finirà il mio incarico di Presidente di Confindustria Teramo, ma non mi ricandiderò”. Non c’è neppure un futuro nel mondo della politica nei suoi progetti. “Non è nelle miei intenzioni, lascio spazio ai giovani. Mi piacerebbe che fossero loro a governare, come accade nella Regione Abruzzo dove comunque la media d’età non è elevatissima”.

Sul governo Monti il suo è un parere positivo. “Credo sia la soluzione – conclude – in un periodo in cui l’economia viene prima della politica bisogna che dei tecnici e degli esperti come loro possano lavorare. Le loro scelte non saranno certo senza ricadute sulle tasche dei cittadini, ma non credo che i sindacati scenderanno in piazza per questo, è una fase necessaria”.

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